Cripto attività modifiche tassazione fiscali dal 2025

In un contesto favorevole e rialzista qual è quello attuale, alcuni detentori di cripto-attività potrebbero valutare un rientro dall’investimento, visto che attendere il 2026 potrebbe comportare una tassazione maggiore, a discapito del rendimento. Chi fosse intenzionato a vendere dovrebbe dunque valutare attentamente l’opportunità della rivalutazione ad aliquota ridotta, tanto più conveniente quanto minore è il costo fiscale “storico” dell’investimento.

In maggiore dettaglio, l’articolo 1, comma 26, della legge di Bilancio, dispone che agli effetti della determinazione delle plusvalenze e delle minusvalenze, per ciascuna cripto-attività posseduta alla data del 1° gennaio 2025 può essere assunto – al posto del costo o del valore di acquisto – il valore a tale data, assoggettandolo a un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura del 18 per cento.

In termini pratici, il contribuente può pagare il 18% sul valore di mercato di una cripto-attività al 1° gennaio 2025, così da “cristallizzare” tale valore come nuovo valore di carico fiscale. Ciò permette, in caso di futura vendita, di calcolare la plusvalenza tassabile sulla differenza tra il prezzo di vendita e questo nuovo valore rivalutato, anziché sul costo di acquisto originario, spesso più basso. A livello operativo, l’opzione va esercitata entro il 30 novembre 2025, e si perfeziona versando l’imposta sostitutiva del 18%, in unica soluzione o in via rateale, con un massimo di tre rate annuali di pari importo, maggiorate interessi del 3% annuo sulla seconda e terza rata.

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