Affitti brevi: tassazione al 21% per 1° immobile e partita Iva dal 3°

Con la legge di Bilancio 2026, la disciplina degli affitti brevi viene ripensata in modo piuttosto netto. La maggioranza trova un punto di caduta che modifica la tassazione delle locazioni turistiche e, allo stesso tempo, prova a delimitare con maggiore chiarezza il confine tra gestione privata e attività imprenditoriale.

Il primo tassello riguarda l’estensione della cedolare secca al 21% al 1° immobile destinato alle locazioni brevi. Il riferimento resta il D.Lgs. 23/2011, che viene di fatto utilizzato come architrave dell’intervento. La novità sta nel fatto che la prima abitazione data in locazione turistica non rimane più ai margini del perimetro agevolato, se non per ipotesi speciali, ma vi rientra stabilmente. Il legislatore sceglie quindi di applicare un prelievo proporzionale uniforme al 21% anche sul 1° immobile utilizzato per affitti turistici, semplificando la mappa delle aliquote e cercando di chiudere alcune zone grigie emerse nella prassi. La struttura complessiva mantiene però un’aliquota del 26% sulla seconda casa, già vista nelle ultime manovre. Si crea così una distinzione abbastanza netta tra prima e seconda abitazione, su cui si dovrà ragionare di volta in volta, valutando la convenienza della cedolare rispetto al regime Irpef ordinario e verificando le condizioni soggettive del contribuente (residenza, situazione familiare, altri redditi).

Affitti brevi, 21% per una casa

La manovra 2026 punta su nuove entrate: per gli affitti brevi aliquota al 21% per una casa e 26% dalla seconda, con qualifica d’impresa da tre immobili. Confermata la “tassa sui pacchi” dalla Cina (2 euro a collo), possibile aumento della tassazione sulle transazioni finanziarie e revisione dei dividendi, con soglia di partecipazione che scende dal 10% al 5%. In valutazione rivalutazione oro, bollo sul contante e modifica delle regole su plusvalenze PEX (cessione tassabile dopo un anno). Si lavora anche alla revisione della stretta sulle compensazioni, mantenendo però la soglia anti-evasione ridotta a 50mila euro. Destinata a cambiare la norma interpretativa sui contributi Covid. Accordo politico già raggiunto su affitti brevi, esenzione ISEE prima casa e compensazioni contributive. Previsti ritocchi alla rivalutazione dei beni d’impresa (aliquota dal 18% al 21%) e norme più rigide sulla trasparenza delle farmacie con obbligo di “Chinese walls

Guida sulle “Locazioni brevi”

L’Agenzia delle Entrate, nel mese di agosto, aggiorna la sua guida sulle “Locazioni brevi” e lo fa per metterla in linea con le intervenute novità riguardanti l’aliquota dell’imposta sostitutiva (dell’Irpef e delle addizionali, delle imposte di registro e di bollo) a carico dei contribuenti che optano per il regime della cedolare secca da applicare ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve. La guida aggiorna inoltre gli adempimenti a carico degli intermediari non residenti.

Queste due novità, modificative del decreto istitutivo (D.L. 50/2017), sono state introdotte dalla legge di Bilancio per il 2024 (L. 30.12.2023, n. 213). Continua a leggere

Locazioni brevi: l’indicazione della dichiarazione del comodatario

La tassazione in capo al comodatario

Una delle principali innovazioni contenute nella disciplina delle locazioni brevi, introdotta dall’articolo 4 D.L. 50/2017, è l’estensione dell’applicazione della cedolare anche ai redditi derivanti dalla locazione di fabbricati ad uso abitativo da parte di soggetti che abbiano la  disponibilità del bene in forza di contratti di sublocazione e di comodato.

Sul tema della tassazione dei rapporti locativi in capo al comodatario, la circolare 24/E/2017 afferma che: Continua a leggere