Forfetario e spese personale: attenzione alla soglia dei 20.000 euro

Il mancato adeguamento della soglia genera una sorta di trappola dimensionale: il contribuente in regime forfetario può incassare fino a 85.000 euro e, pertanto, si trova nella necessità di strutturare la propria attività in modo tale da poter sostenere i volumi di lavoro. Tuttavia, il tetto di 20.000 euro risulta insufficiente per coprire il costo annuo di una risorsa qualificata a tempo pieno.

L’impresa forfetaria è pertanto disincentivata alla crescita organizzativa: l’investimento in capitale umano, necessario per l’espansione del business, diventa il principale fattore di rischio per la perdita dell’agevolazione fiscale.

In conclusione, il legislatore ha concesso un maggior margine sui ricavi conseguiti e sui redditi da lavoro dipendente percepiti, e le intenzioni paiono spingere ulteriormente in tali direzioni, ma il mancato adeguamento del limite di spesa per i collaboratori relega il regime forfetario a una dimensione di “autoimpiego” o microimprenditorialità individuale, nel quale l’apporto lavorativo deve rimanere prevalentemente personale.

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