Con punteggio almeno pari a 8,5 nel 2025, oppure con media 2024-2025 almeno pari a 9, opera l’esclusione dagli accertamenti fondati su presunzioni semplici, ai sensi dell’art. 39, c. 1, lett. d), secondo periodo D.P.R. 600/1973 per i redditi, e dell’art. 54, c. 2, secondo periodo D.P.R. 26.10.1972, n. 633 per l’Iva.
Già da 8, inoltre, può scattare la riduzione di un anno dei termini di accertamento per redditi d’impresa e lavoro autonomo, anche grazie all’indicazione di ulteriori componenti positivi in dichiarazione.
Per i soggetti che hanno aderito al concordato preventivo biennale, il monitoraggio del punteggio ISA diventa, di fatto, superfluo nel periodo concordato. Secondo le FAQ dell’Agenzia delle Entrate del 15.10.2025, l’adesione al CPB viene assimilata al conseguimento di un punteggio ISA pari a 10 (il massimo teorico) con conseguente spettanza di tutti i benefici premiali a prescindere dal voto effettivo.
Resta poi l’altro lato della medaglia. L’art. 9-bis, c. 14 D.L. 50/2017 dispone che sia l’Agenzia delle Entrate sia la Guardia di Finanza, nel costruire le proprie strategie di controllo annuali basate sull’analisi del rischio di evasione fiscale, debbano tener conto del livello di affidabilità dei contribuenti derivante dagli ISA. Il provvedimento n. 123160/2026 esplicita ora che il livello minimo che fa scattare l’attenzione degli organi di controllo è un punteggio pari o inferiore a 6. Non si tratta di un automatismo: ottenere un voto ISA di 6 non equivale a ricevere automaticamente un avviso di accertamento. Tuttavia, l’Agenzia e il Corpo della Guardia di Finanza tengono conto di questo dato, insieme alle informazioni presenti nell’anagrafe tributaria, per definire le proprie liste di priorità. Nella prassi, chi resta sotto quella soglia ha più probabilità di finire nel mirino dei verificatori. La stessa circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 20/E/2019 aveva peraltro precisato che un punteggio compreso tra 6 e 7,99 non implica di per sé l’attivazione di un controllo: quel range non contiene gli elementi di rischio “insiti” nella valutazione ISA.