Il termine “indiretto” nel testo di legge riassume, come detto, un significato semplicemente oppositivo a quello diretto, per cui è indiretto tutto ciò che non è diretto, senza la possibilità per l’interprete di ricercare inesistenti limiti semantici. Il significato linguistico del termine consiste: “nel giungere a uno scopo per una via che non è diretta” e tale significato si coniuga in modo concettualmente complementare con il termine, legislativamente congiunto, di “diretto”. L’incaricato sussidia la professionalità e l’efficienza dell’agire promozionale di altro incaricato, secondo un complessivo modello organizzativo d’azione che realizza conclusivamente la vendita a domicilio dei beni ai privati consumatori finali, intersecandosi in tal modo proprio con la visione di sistema della L. 173/2005 e con i tratti peculiari della vendita diretta a domicilio.Il regime fiscale di cui all’art. 25-bis D.P.R. 600/1973 non può e non va inteso alla stregua di un regime fiscale agevolato (di favore), in quanto esso, con riguardo agli incaricati delle vendite a domicilio, s’interseca con una manifestazione di forza economica e di corrispondente capacità contributiva dimessa, da commisurare a valori costituzionali indeclinabili. La destrutturazione di tali operatori economici è stata colta anche in altri comparti impositivi tra cui l’Irap che, sin dalla sua introduzione, li considerò del tutto privi di una qualsiasi organizzazione autonoma, tanto venne legislativamente intesa la loro marginalizzazione imprenditoriale. Tale complessiva destrutturazione e precarietà operativa è propria non solo di colui che promuove con metodo diretto la vendita dei beni ai consumatori finali, ma anche di chi a tali vendite a domicilio partecipa indirettamente per il tramite degli indicati ausili.