Le spese di ospitalità dei clienti in occasione di eventi nei quali vengono esposti i beni e servizi dell’impresa non sono spese di rappresentanza con diritto di deduzione fiscale condizionato, ma spese pienamente inerenti con gli scopi dell’impresa senza decurtazione alcuna del diritto di deduzione fiscale. Nel caso di elargizioni e somministrazioni riconducibili a dinamiche di strategia ospitaliera nei confronti dei clienti che fruiscono dei prodotti compravenduti dall’impresa, anche se viene conseguito nel contempo un rafforzamento del prestigio e dell’immagine dell’imprenditore con moduli organizzativi dell’evento preordinati in tal senso, il perseguimento di piani di vicinanza al mercato con l’esposizione dei prodotti ha in ogni caso la preminenza sugli effetti della promozione dell’immagine dell’azienda, con l’effetto riflesso di connotare la spesa come spesa di pubblicità.
La catalogazione fiscale della spesa di ospitalità, per la circolare di prassi 13.07.2009, n. 34/E, va in ogni caso derubricata a spesa di rappresentanza nel caso all’evento siano invitati a partecipare categorie terze di soggetti quali fornitori, giornalisti, fotografi e nel caso della partecipazione di dipendenti e amministratori, sempre per la stessa circolare, opera l’integrale preclusione del diritto di deduzione della spesa. In ordine ai lavoratori dipendenti, amministratori e collaboratori coordinati e continuativi in genere che condividono i medesimi criteri determinativi della relativa base imponibile, si ritiene però che l’indagine debba essere orientata sul corredo di norme specifiche che riguardano con piena congiunzione disciplinare tali figure.