Cripto attività modifiche tassazione fiscali dal 2025

La stagione dichiarativa in corso, relativa al 2024, entra nella sua fase finale dopo il versamento di saldo e acconti, ma per alcuni contribuenti persone fisiche il pensiero va già a quella successiva. È il caso dei titolari di cripto-attività, investitori ormai maturi, come il relativo settore, che a livello globale sta vivendo da alcuni mesi un periodo più che favorevole, spinto anche dalle politiche trumpiane.

Dopo la riforma introdotta dal 2023, anche il 2025 si presta a divenire un anno di svolta. Con l’ultima manovra (legge 207/2024) sono infatti arrivate tre novità: l’abolizione della franchigia sulle plusvalenze; un incremento di aliquota d’imposta applicabile in futuro (dal 2026) e, in contropartita, un’interessante opportunità di rideterminazione dei valori (cosiddetta rivalutazione), ad aliquota agevolata, da esercitare entro il prossimo 30 novembre. Per i crypto-holder italiani, dunque, si apre una finestra temporale limitata.

Vediamo cosa cambia dal 1° gennaio 2025:

soppressione della franchigia: il limite di esenzione di 2mila euro viene cancellata dall’articolo 1, comma 25, della legge di Bilancio citata. Dal 1° gennaio 2025, qualsiasi capital gain, anche modesto , generato da cripto-attività, è imponibile in misura intera;

incremento aliquota impositiva: salvo modifiche, l’anno 2025 potrebbe rappresentare l’ultimo in cui l’aliquota dell’imposta sostitutiva sui redditi diversi derivanti da cripto-attività resta allineata a quella degli altri redditi finanziari (26%); la legge prevede infatti un incremento al 33% dal 1° gennaio 2026 (articolo 1, comma 24, legge 207/2024).