Scadenze del 30.09.2025

Al rientro dalla pausa estiva le prossime scadenze sono al 30.09.2025. Si parla, in particolare, dell’invio delle LIPE del secondo trimestre 2025 e del pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche del primo e secondo trimestre 2025 per i soggetti il cui importo da versare per il primo trimestre non ha superato 5.000 euro, ma sommandosi al secondo trimestre 2025 supera tale soglia. Invece non è più presente la scadenza di fine mese per l’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria per la comunicazione semestrale dei professionisti, che dal 2025 è diventata annuale a opera dell’art. 5 D.Lgs. 12.06.2025, n. 81 e il termine dell’invio verrà stabilito con decreto del MEF (a oggi non ancora pervenuto).

Per quanto riguarda il versamento dell’imposta di bollo, si ricorda che con l’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica l’art. 6 D.M. 17.06.2014 ha disciplinato l’assolvimento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche, prevedendo l’obbligo di riportare una specifica annotazione su quelle soggette a tale imposta e disponendo modalità e termini di versamento. L’annotazione di assolvimento dell’imposta di bollo sulla fattura elettronica avviene valorizzando “SI” nel campo “Bollo virtuale” contenuto all’interno del tracciato della fattura elettronica.

Al 30.09.2025 devono provvedere a versarla coloro che nel primo e nel secondo trimestre 2025 (ossia la somma dei 2) hanno superato la soglia di 5.000 euro. Diversamente, se l’importo da versare è inferiore a 5.000 euro il versamento dei primi 3 trimestri può avvenire direttamente entro il 30.11.2025 (1.12.2025 dato che il 30.11 cade di domenica).

I codici tributo sono:

– 1° trimestre: codice tributo 2521, anno 2025;

– 2° trimestre: codice tributo 2522, anno 2025.

Detrazioni figli a carico dopo i 30 anni: regole e adempimenti

La detrazione per figli tra 21 e 30 anni non esclude, al compimento del 30° anno, la possibilità di considerarli fiscalmente a carico. Analisi tecnica della risposta all’interpello n. 243/2025 e degli obblighi per il sostituto d’imposta.

Figli a carico e limiti d’età: cosa cambia dopo la legge di Bilancio 2025 – La legge di Bilancio 2025 ha introdotto modifiche significative all’art. 12 del Tuir, ridefinendo l’ambito soggettivo di applicazione delle detrazioni per figli a carico. In particolare, viene fissato un limite anagrafico oltre il quale il beneficio non è più riconosciuto, salvo in presenza di disabilità. Questo nuovo assetto ha generato numerosi dubbi operativi per i datori di lavoro, in qualità di sostituti d’imposta, e per i consulenti del lavoro incaricati della corretta applicazione in busta paga. Il nodo centrale riguarda la possibilità di continuare a considerare fiscalmente a carico un figlio che abbia compiuto 30 anni, ai fini della fruizione delle detrazioni e deduzioni per oneri e spese sostenuti nel suo interesse. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 243/2025, ha fornito chiarimenti puntuali che sciolgono le principali incertezze interpretative.

Detrazione per figli tra 21 e 30 anni: nuova formulazione dell’art. 12 – Il testo novellato dell’art. 12, c. 1, lett. c) del Tuir prevede che la detrazione di 950 euro per ciascun figlio spetti esclusivamente per quelli di età pari o superiore a 21 anni ma inferiore a 30 anni, nonché per i figli con disabilità accertata, anche oltre tale soglia. Si tratta, quindi, di una restrizione rispetto al regime previgente, che riconosceva il beneficio a tutti i figli di età superiore a 21 anni senza ulteriori limiti anagrafici. Conseguentemente, il sostituto d’imposta deve cessare l’applicazione del beneficio a decorrere dalla mensilità in cui il figlio compie 30 anni, salvo che lo stesso presenti una disabilità ai sensi della L. 104/1992.

Codice EORI 

EORI è l’acronimo di “Registrazione e identificazione degli operatori economici” – Economic Operator Registration and Identification. Si tratta di un codice obbligatorio per lo sdoganamento nel territorio doganale dell’Unione Europea. Ciò riguarda tutti i tipi di operazioni doganali, come esportazione, importazione e transito, quindi operazione che hanno a che fare con la movimentazione delle merci da o verso paesi non unionali.

Il codice inoltre è richiesto per beneficiare delle agevolazioni associate all’autorizzazione AEO rilasciata nell’UE o nella domanda di autorizzazione AEO (Operatore economico autorizzato).

L’EORI identifica in modo univoco gli operatori economici e le altre persone. A ogni persona può essere assegnato un solo codice EORI valido. Gli operatori economici devono comunicare tale codice alle autorità doganali degli Stati membri per le operazioni doganali poste in essere. Nel DAE (Documento di accompagnamento all’esportazione) il codice EORI è riportato nella casella 2 dello  Speditore/Esportatore.

Non è invece obbligatorio per i soggetti che non svolgono tali attività. Un fornitore stabilito nell’Unione europea che non interviene in attività contemplate dalla normativa doganale e fornisce materie prime già in libera pratica a un produttore stabilito nell’Unione europea, non è tenuto a chiedere l’assegnazione di un codice EORI. Analogamente, un trasportatore che non interviene in attività contemplate dalla normativa doganale di uno Stato membro e che provvede soltanto al trasporto di merci in libera pratica all’interno del territorio doganale dell’Unione, non è tenuto ad avere un codice EORI.

Detrazioni per Ecobonus e Bonus ristrutturazioni

A partire dalle spese sostenute nel 2025, le aliquote delle detrazioni fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica (Ecobonus), recupero del patrimonio edilizio e Sismabonus subiscono una riduzione rispetto agli anni precedenti.

In particolare:

1) Ecobonus:

  • 36% per le spese 2025;
  • 30% per le spese 2026-2027;
  • 50% (2025) e 36% (2026-2027) per interventi su abitazione principale da parte di proprietari o titolari di diritti reali.

2) Bonus ristrutturazioni (art. 16 TUIR):

  • 36% (2025);
  • 30% (2026-2027);
  • 50% (2025) e 36% (2026-2027) per l’abitazione principale. Il limite massimo di spesa resta di 96.000 euro per unità immobiliare.

3) Sismabonus:

  • 36% (2025);
  • 30% (2026-2027);
  • 50% (2025) e 36% (2026-2027) se l’intervento riguarda l’abitazione principale.

Per tutti gli interventi in corso (avviati entro il 31 dicembre 2024), la detrazione già fruita continuerà a essere valida, ma le nuove spese dovranno adeguarsi ai nuovi limiti e alle nuove aliquote.

Entro il 30.06 la fruizione delle ferie non godute

Con l’approssimarsi del 30.06.2025, lavoratori e datori di lavoro devono prestare particolare attenzione alla gestione delle ferie maturate. La normativa vigente stabilisce infatti che i giorni di ferie devono essere fruiti entro 18 mesi dal termine dell’anno di maturazione. Ciò significa che entro la fine del mese corrente i lavoratori dovranno fruire delle ferie maturate nel corso del 2023 e rimaste fino a oggi inutilizzate. Le ferie trovano fondamento nell’art. 36 Cost. che configura tale diritto come irrinunciabile e finalizzato a garantire il necessario ristoro psico-fisico del lavoratore.

Sul piano civilistico, l’art. 2109 c.c. disciplina le modalità di esercizio del diritto, stabilendo che il periodo di godimento deve essere possibilmente continuativo e il momento di fruizione viene determinato dal datore di lavoro bilanciando le esigenze dell’impresa con gli interessi del dipendente. La disciplina specifica è contenuta nell’art. 10 D.Lgs. 66/2003, che ha recepito le direttive europee 93/104/CE e 2000/34/CE sull’organizzazione dell’orario di lavoro.

Tale norma garantisce a tutti i lavoratori un periodo minimo di 4 settimane di ferie annuali retribuite, da utilizzarsi secondo una ripartizione temporale precisa: 2 settimane devono essere godute necessariamente durante l’anno di maturazione, mentre le restanti 2 settimane possono essere fruite anche in modo frazionato, purché entro i 18 mesi successivi al termine dell’anno in cui sono maturate. Questa disposizione comporta che i datori di lavoro debbano verificare, entro il 30.06 di ogni anno, il corretto smaltimento del monte ferie accumulato.

Autorizzazioni a eseguire accessi, ispezioni e verifiche

Le autorizzazioni ad accedere presso i locali del contribuente devono rispettare le norme giuridiche pertinenti, ossia principi e regole. Le autorizzazioni ad accedere in locali adibiti ad abitazione sono rafforzate per via della riserva giurisdizionale.

I poteri istruttori del Fisco si estrinsecano in inviti a comparire, richieste di documentazione, invio di questionari, richiesta di dati e notizie, nonché indagini esterne ossia in loco presso la sede del contribuente. Le indagini tributarie esterne si concretizzano in accessi, ricerche, ispezioni e verifiche presso il domicilio del contribuente sia esso persona fisica oppure giuridica. Le indagini esterne rappresentano una delle massime espressioni di autoritarietà ed imperatività dello Stato. Nelle indagini tributarie esterne l’Amministrazione Finanziaria va a comprimere i diritti soggettivi dei contribuenti. I predetti diritti sono di rango costituzionale sebbene la stessa carta costituzionale preveda delle eccezioni per specifici motivi.

L’analisi delle autorizzazioni ad eseguire accessi, ricerche, ispezioni e verifiche deve partire dalle norme dell’ordinamento. In apicibus, le regole non possono essere lette in modo avulso dai principi costituzionali nonché del diritto sovranazionale. Una lettura delle regole scollegato dai principi ut supra sarebbe in re ipsa fallace. Le autorizzazioni ad accedere nei locali adibiti ad attività commerciale, industriale, agricola, artistica e professionale sono collocate nell’art. 52 D.P.R. 633/1972 a cui rinvia l’art. 33 D.P.R. 600/1973. Per quanto compete all’Agenzia delle Entrate, le autorizzazioni ad accedere nei locali del contribuente adibiti esclusivamente ad attività economica devono essere autorizzate dall’organo gerarchicamente sovraordinato. Le garanzie previste dal legislatore dovrebbero garantire l’imparzialità delle scelte dell’Amministrazione Finanziaria, il buon andamento, la trasparenza, il rispetto del principio di legalità e fornire evidenza al contribuente che il modus operandi dell’Amministrazione Finanziaria sia secundum legem.

Detrazioni Irpef sugli affitti: vantaggi e requisiti per il 730/2025

Le detrazioni fiscali per gli affitti supportano inquilini, lavoratori trasferiti, giovani e studenti fuori sede a recuperare parte del canone corrisposto. L’importo varia in base al reddito e al tipo di contratto. Non sono, inoltre, cumulabili con il contributo fondo affitti.

I soggetti che vivono in una casa in affitto possono usufruire di alcune importanti detrazioni Irpef nel 730/2025 sui canoni di locazioni corrisposti. I benefici si rivolgono principalmente a chi vive in affitto nella propria abitazione principale, indipendentemente dal tipo di contratto (libero o concordato). Tali agevolazioni sono pensate anche per i lavoratori dipendenti che si trasferiscono per esigenze professionali, per i giovani tra i 20 e i 31 anni e per gli studenti fuori sede. Va evidenziato che, tali detrazioni non determinano alcuna riduzione del canone di affitto da corrispondere al locatore, ma attraverso tali strumenti l’inquilino può recuperarne una parte. Affitti su abitazione principale in caso di contratto a canone libero – La normativa fiscale prevede una detrazione per chi ha un contratto di locazione a canone libero, stipulato o rinnovato secondo la L. 431/1998.

L’agevolazione varia in base al reddito complessivo: 300 euro per chi ha un reddito fino a 15.493,71 euro (incluso quello soggetto a cedolare secca); 150 euro per chi ha un reddito tra 15.493,71 euro e i 30.987,41 euro (sempre includendo la cedolare secca). Affitti su abitazione principale in caso di contratto a canone concordato – La normativa fiscale prevede una detrazione per gli inquilini che vivono in un immobile destinato ad abitazione principale e hanno un contratto di locazione a canone concordato, in base alla L. 431/1998. L’importo varia in funzione del reddito complessivo: 495,80 euro per chi ha un reddito fino a 15.493,71 euro (compreso quello soggetto a cedolare secca); 247,90 euro per chi ha un reddito tra 15.493,71 euro e i 30.987,41 euro (sempre includendo la cedolare secca).

Concordato preventivo biennale: impatto sul bilancio 2024

Le imprese interessate al concordato preventivo biennale (CPB), principalmente contribuenti di dimensioni medio-piccole, devono tenere conto di implicazioni specifiche sia nella determinazione dell’onere fiscale sia nella rappresentazione in nota integrativa.

Il meccanismo del CPB si basa sulla determinazione forfettaria e vincolante del reddito imponibile per un biennio, indipendentemente dal risultato contabile dell’esercizio. Questa impostazione genera una naturale disconnessione tra il risultato economico determinato secondo i principi contabili nazionali (civilistico) e l’imponibile fiscale. Questa asimmetria assume una particolare rilevanza in bilancio, in quanto incide su:

– determinazione dell’onere fiscale corrente;

– rappresentazione della fiscalità differita;

– informativa ex art. 2427 c.c. e secondo i criteri del principio contabile OIC 25.

Nel caso in cui il bilancio venga redatto in forma ordinaria, l’OIC 25 (par. 93) impone di presentare una riconciliazione tra l’onere fiscale teorico (applicato al risultato ante imposte) e l’onere fiscale corrente determinato secondo le regole tributarie. Per le imprese che aderiscono al CPB, questa informativa diventa cruciale. Infatti, poiché l’imposta è calcolata su un reddito predefinito e non sul risultato d’esercizio, in questo caso sarà necessario spiegare chiaramente la natura di questa divergenza nella nota integrativa. È opportuno specificare che l’onere fiscale deriva da un’imposizione presuntiva concordata e non dalla base imponibile ordinaria.

Bonus elettrodomestici

Il comma 3-bis, aggiunto dalla Camera, interviene sull’iter di attuazione del cd. bonus elettrodomestici, previsto dalla legge di bilancio 2025, eliminando il riferimento alla nuova classe energetica B come soglia minima di efficienza per l’acquisto (e quindi per l’erogazione del contributo) e rinviando a un decreto interministeriale l’individuazione degli elettrodomestici ad elevata efficienza energetica ai fini del corrispondente smaltimento dell’elettrodomestico sostituito di classe energetica inferiore a quello nuovo. Si prevede inoltre che la gestione dei contributi avverrà tramite la piattaforma informatica gestita da PagoPa, mentre le attività istruttorie, di verifica e controllo, saranno svolte da Invitalia: tali costi gestionali graveranno sui 50 milioni disponibili ai sensi della citata legge di bilancio, entro il limite del 3,8%. Il bonus elettrodomestici, fino a 200 euro, sarà erogato con sconto in fattura, verrà applicato direttamente al momento dell’acquisto e si potrà ottenere per i dispositivi di tutte le classi energetiche, a condizione che siano stati prodotti all’interno dell’UE. L’acquirente potrà giovare dell’agevolazione fiscale nei limiti del 30% del costo di acquisto del bene, per un importo non superiore ai 100 euro per ciascun prodotto. Tale limite viene innalzato a 200 euro se il nucleo familiare del compratore ha un ISEE inferiore ai 25.000 euro

Superbollo 2025

I possessori di autovetture e autoveicoli per il trasporto promiscuo di persone e cose con potenza superiore a una determinata soglia devono versare un’addizionale erariale sulle tasse automobilistiche. I parametri del tributo, originariamente introdotto dall’art. 23, c. 21 D.L. 6.07.2011, n. 98, sono stati modificati dall’art. 16, c. 1 D.L. 201/2011.

L’addizionale è pari:

– a 10 euro per ogni chilowatt di potenza superiore ai 225 kw per il 2011;

– a 20 euro per ogni chilowatt di potenza superiore ai 185 kw a partire dal 2012.

L’addizionale è ridotta dopo 5, 10 e 15 anni dalla data di costruzione del veicolo (che salvo prova contraria coincide con la data di immatricolazione), rispettivamente, al 60%, al 30% e al 15%, e non è più dovuta decorsi 20 anni dalla data di costruzione.

Tali periodi sono calcolati a decorrere dal 1.01 dell’anno successivo a quello di costruzione. Il versamento deve essere effettuato utilizzando il modello “F24 elementi identificativi”.